Continuano, con uno dei componenti del comitato promotore di e_mob, gli incontri di “ascolto” con i possessori dei veicoli elettrici. L’appuntamento si terrà a Bologna il 16 maggio (per approfondimenti clicca sul pulsante alla fine dell’articolo), e tratterà nel merito gli aspetti e le problematiche inerenti la rete di Ricarica del maggior possessore di colonnine italiano.

Gestire una rete di ricarica “multimarche” non è semplice. Ogni mezzo e veicolo, di ogni casa automobilistica, ha caratteristiche proprie nel software di comunicazione tra colonna e veicolo elettrico. Contrariamente alla casa costruttrice TESLA, dove si è scelto di dotarsi una propria rete di ricarica “su misura” per ottenere una struttura continuità e nessuna problematica durante la ricarica,  tutte le altre devono invece coordinare diverse decine di modelli con metodi di ricarica specifici (CCS, CHADEMO, Mennekes) e diversi PWM e relativi protocolli.

Occorre, oltretutto, aggiungere due ulteriori considerazioni:

  1. L’investimento. Con l’attuale numero di EV in circolazione, non è possibile ripagare l’investimento della colonnina se non dopo 10 anni di esercizio a regime (almeno 150.000 EV in circolazione).
  2. I costi di gestione della rete ovvero l’attuale costo previsto dall’ARERA e dal Governo per le ricariche pubbliche, che è di 0,36 € al kWh (che porta al costo finale per l’utente 0,45-0,50 €/kWh) incentivano indirettamente un maggiore uso della ricarica domiciliare (ad oggi oltre il 90 % delle ricariche avviene a casa e/o presso il posto di lavoro) a scapito di quella pubblica.

Con questo stato di fatto, mettendo al centro uno spirito propositivo, vogliamo promuovere lo sviluppo di una sempre migliore rete di ricarica pubblica.

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