Uno degli aspetti fondamentali per far partire nel nostro paese la mobilità elettrica, è la possibilità e necessità di ricaricare i veicoli nella maniera più semplice possibile, in particolar modo nelle città.

 

Il 40% della percorrenza del parco veicoli nazionale si sviluppa nelle aree urbane, e gran parte del trasporto di medio e lungo raggio ha come nodi di partenza, di arrivo o di attraversamento, le città, in cui è concentrata circa il 72% della popolazione, percentuale destinata a crescere nei prossimi anni.

 

Questo comporta diversi fattori negativi nelle nostre città, come la qualità dell’aria, la congestione e il rumore. La mobilità urbana contribuisce negativamente e in misura rilevante ad aumentare le emissioni di climalteranti, i consumi energetici, incrementando le importazioni di fonti dall’estero.

 

L’attenzione rivolta negli ultimi anni verso la mobilità elettrica, intrinsecamente priva di emissioni, deriva da una serie di motivazioni che rappresentano una soluzione ai problemi citati.

La sfida sarà quella di perseguire un approccio alla mobilità che sappia garantire ed accrescere l’accessibilità alle aree urbane, elemento cruciale per promuovere lo sviluppo del territorio e, al contempo, minimizzare i fattori negativi prodotti da uno sviluppo squilibrato dei sistemi di trasporto. Tale prospettiva nasce dalla necessità di innescare un percorso virtuoso che accresca l’offerta di servizi integrati per chi si muove in città, riducendo la dipendenza completa da mezzi di trasporto privati, attraverso azioni che collegano gli abitanti dei grossi condomini tra di loro, sia in termini di possibilità di ricarica e sia in termini di condivisione dei mezzi di trasporto.

 

La guerra allo smog nella Pianura Padana entra in una nuova fase. Sono infatti di recente scattate le prime limitazioni permanenti al traffico in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Si tratta di misure più severe rispetto a quelle dello scorso inverno: da quest’anno, infatti, il divieto di circolazione nei giorni feriali vale anche per i veicoli diesel Euro 3 (oltre che per i mezzi benzina Euro 0, diesel Euro 0, diesel Euro 1 e diesel Euro 2) indipendentemente dai livelli d’inquinamento.

 

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 7,30 alle ore 19,30, salvo le eccezioni indispensabili, il blocco vale per le autovetture e i veicoli commerciali di categoria N1, N2 ed N3 ad alimentazione diesel, di categoria inferiore o uguale ad Euro 3.

 

Le aree principalmente interessate al blocco sono i centri urbani con popolazione superiore ai 30.000 abitanti nei quali opera un adeguato servizio di trasporto pubblico locale, e nelle zone presso le quali risulta superato uno o più dei valori limite del PM10 o del biossido di azoto NO2. La limitazione è estesa alla categoria diesel Euro 4 dal 1 ottobre 2020 e alla categoria diesel Euro 5 dal 1 ottobre 2022. Milano ha fatto di più. Vediamo una cronologia del futuro del diesel a Milano:

  • dal 25 febbraio 2019 sarà vietato l’accesso all’area B alle automobili a benzina Euro 0, ai diesel Euro 0, 1, 2 e 3, e per le autovetture a doppia alimentazione gasolio-GPL e gasolio-metano Euro 0, 1, 2;
  • dal 1° ottobre 2019 il divieto si estenderà anche ai Diesel Euro 4 con FAP di serie
  • dal 1° ottobre 2020, i divieti coinvolgeranno anche le auto a benzina Euro 1 e i veicoli commerciali diesel Euro 4;
  • dal 1° ottobre 2022 le auto a benzina Euro 2 e le diesel Euro 5;
  • dal 1° ottobre 2025 non potranno entrare le auto a benzina Euro 3 e le auto diesel Euro 6 leggeri A-B-C acquistati dopo 31.12.2018.
Per questi motivi diventa fondamentale intervenire e dare le giuste informazioni sulle possibilità di ricarica nei settori di privati e nei condomini. Abbiamo quindi pensato di realizzare un vademecum con le informazioni principali sulla mobilità elettrica e le possibilità di ricarica con un approfondimento sull’ambito condominiale.

 

 

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