I punti di ricarica pubblici presenti in Italia sono circa 8.000, numero destinato a salire rapidamente nei prossimi anni. La sola Enel X prevede di installare 14.000 colonnine entro il 2022 e programmi di espansione della rete sono già pianificati degli altri operatori del settore, a cominciare da A2A, Edison e Gruppo Hera, che dovrebbero portare a oltre 20.000 le “prese” pubbliche (i distributori di benzina sono circa 8.000) nell’arco di pochi anni. Inoltre, il Piano nazionale per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica impone l’inserimento di colonnine all’interno tradizionali stazioni di servizio, comprese quelle autostradali. Un’opzione che, pur a rilento, inizia a sussistere e dovrebbe accelerare con la maggiore diffusione dei veicoli a batterie e con il crescente interesse verso la mobilità elettrica delle stesse compagnie petrolifere. Aziende come BP e Shell stanno già “elettrificando” i distributori in Europa, mentre in Italia le società più attive sembrano essere IP ed Eni, con quest’ultimo che ha sottoscritto un accordo quadro con Ionity (una joint venture fra BMW, Daimler, Ford e il Gruppo Volkswagen) per lo sviluppo delle colonnine di ricarica superveloci (350 kW) nelle stazioni di servizio.

 

Si sta iniziando a risolvere anche due limiti della rete attuale. Il primo è la concentrazione disomogenea per aree geografiche, con alcune zone ad alta concentrazione di colonnine e altre dove la ricarica pubblica è impossibile. Una disparità destinata a scomparire considerato che ora le nuove installazioni si effettuano con prevalenza nelle aree ancora non coperte dal servizio. Il secondo riguarda la velocità di ricarica, con la rete di colonnine con potenze da 7 e 22 kW, oggi le più diffuse nelle città, che è sempre più integrata con le soluzioni Fast (50 kW), Ultra Fast (150 kW) e presto, con quelle high-power con una potenza fino a 350 kW capaci di effettuare una ricarica completa in circa 15 minuti. Una rete HPC (high power charging) che prevede 400 stazioni in tutta Europa a integrazione di un infrastruttura complessiva di oltre 100.000 punti di ricarica.

 

Ricordiamo anche che virtualmente in Italia esistono milioni di punti di ricarica per veicoli elettrici: monopattini, bici a pedalata assistita, scooter e moto si possono collegare direttamente alla “presa” domestica. Un’opzione che per le auto è di emergenza, ma comunque possibile. Inoltre è doveroso rimarcare che oltre il 70% dei “rifornimenti” oggi è effettuato a casa o presso le aziende.

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