Introdotti ad aprile, gli ecobonus sulle due ruote elettriche e ibride hanno stentato a decollare per limiti della normativa che ne rendeva difficile applicazione. Difficoltà rimosse a fine giugno con il decreto Crescita che dovrebbe ridare vigore alle vendite. Per capire l’esito dei due provvedimenti e le prospettive per il futuro abbiamo intervistato Michele Moretti, responsabile relazioni istituzionali ANCMA.

Ecobunus sulle due ruote: quali i risultati registrati in termini di vendita e di accesso alla risorse stanziate?

Tenuto conto che la misura è diventata operativa solo l’8 aprile 2019, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attutivo dell’Ecobonus, i risultati sono lusinghieri: complessivamente il mercato delle due ruote elettriche è cresciuto del 135%, con una performance particolarmente positiva dei ciclomotori, che sono cresciuti del 160%. In termini assoluti, siamo passati dai 956 veicoli venduti nei primi 6 mesi del 2018, ai 2.250 di quest’anno. E’ segno del fatto che c’è apertura verso questa nuova forma di mobilità e che il mercato, se sostenuto da adeguati interventi della sfera pubblica, è interessato e reattivo.

Con DL Crescita sono attese modifiche sostanziali alle norme sugli incentivi: quali le principali novità?

Il decreto Crescita, entrato in vigore lo scorso 29 giugno, punta a risolvere alcune criticità che hanno seriamente ostacolato il funzionamento della misura: le difficoltà legate alla rottamazione dei vecchi ciclomotori euro 0 ed euro 1 hanno, infatti, prodotto l’incagliamento di molte pratiche, che sono state congelate a tempo indeterminato. Ora è fondamentale che il meccanismo si sblocchi, per evitare che si diffonda un senso di sfiducia tra gli acquirenti e le stesse aziende, che hanno fortemente creduto in questa campagna.

L’altra grande novità è rappresentata dall’accoglimento da parte del Governo di una richiesta avanzata da ANCMA fin dall’approvazione della legge di bilancio nello scorso dicembre: l’estensione dei benefici a tutte le tipologie di motoveicoli, dai tricicli ai quadricicli e l’abolizione del tetto degli 11 kW inizialmente previsto per le moto. Il Governo ha, inoltre, ritenuto di spingere la misura consentendo anche la rottamazione dei veicoli omologati Euro 3. A questo punto, ci sono tutte le condizioni affinché gli incentivi possano veramente funzionare: peccato aver dovuto aspettare fino ad oggi, soprattutto per un mercato fortemente stagionale com’è quello delle due ruote.

Quali sono le previsioni di mercato elettrico per il 2019 con l’approvazione delle nuove regole?

Il picco delle vendite nel mercato delle due ruote si raggiunge tra maggio e giugno, quindi ritengo che i correttivi introdotti dal Parlamento non riusciranno a esercitare appieno i loro effetti. Anche per questa ragione, ci accingiamo a chiedere al Governo il rinnovo della misura, almeno per il prossimo anno, anche se una cadenza triennale sarebbe ottimale, come già avviene per il mondo auto. La storia degli incentivi ci insegna che provvedimenti occasionali rischiano soltanto di drogare il mercato, senza produrre effetti duraturi: le nostre aziende interpretano gli incentivi solo come un mezzo per accompagnare il mercato alla piena maturità e all’autonomia, ma per raggiungere questo risultato serve tempo.

Dalle agevolazioni rimangono fuori le bici a pedalata assistita: ritiene opportuno inserirle in un possibile rinnovo del provvedimento per l’anno 2020?

Stiamo già ragionando con le istituzioni per estendere anche al mondo della bicicletta – non solo quella a pedalata assistita – i benefici della norma. Incentivare l’utilizzo delle due ruote a pedale, anche attraverso un sostegno economico all’acquisto, significa contrastare l’inquinamento e i costi sociali ad esso legati e promuovere una forma di mobilità capace più di ogni altra di valorizzare il nostro territorio. Gli ultimi incentivi dedicati alle biciclette, che risalgono ormai a dieci anni fa, ebbero uno straordinario successo e innescarono un effetto moltiplicatore di gran lunga superiore allo stanziamento pubblico.

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