Mario Grosso e la sua Nissan Leaf per viaggiare sostenibile si viaggia anche (e non solo) elettrico.

“L’ultima auto a benzina” è un excursus su un tema a me molto caro, quello della mobilità sostenibile. Argomento che pratico quotidianamente da più di un decennio, innanzitutto come pendolare per necessità e ciclista urbano per passione, in secondo luogo come appassionato di viaggi e attento osservatore delle diverse realtà e dell’evoluzione tecnologica. Lo spostamento quotidiano per lavoro può essere opprimente come il peso della routine, ma si presta ad offrire molti stimoli nuovi, se li si prova a cercare. L’accoppiata del treno con la bicicletta permette, ad esempio, di capitalizzare al meglio il tempo, che non è più perso bensì sfruttato sia per lavoro che per svago e attività fisica quotidiana.

La mobilità sostenibile è una filiera di mezzi che partono dall’uso di mezzi pubblici ed arrivano all’auto elettrica.

Quando invece l’esigenza di spostamento richiede il ricorso all’automobile, è il veicolo elettrico il nuovo protagonista indiscusso della scena. Su questo argomento il libro fa nuovamente riferimento alla mia esperienza diretta di utilizzo di un’auto elettrica da ormai sei anni, divenuto esclusivo da due. Il libro ripercorre vantaggi ed opportunità dei veicoli elettrici, dai minori impatti sull’ambiente – soprattutto locale, ma anche globale – alle importanti sinergie con la transizione energetica e la decarbonizzazione della produzione di energia. L’argomento è estremamente attuale, suscita grande interesse, tuttavia serve un continuo sforzo di informazione e sensibilizzazione dei cittadini, molto spesso timorosi di affrontare un cambiamento così importante.

Maggiori informazioni sul libro sono disponibili alla pagina pensierinbicicletta.it

Scheda libro

Autore: Mario Grosso

Titolo: L’ultima auto a benzina. La mobilità sostenibile per il XXI secolo

Pagine: 112

Prezzo: 11,70 euro

Editore: Edizioni Zanichelli, collana Chiavi di lettura

Anno: 2018

Mario Grosso Docente Politecnico di Milano

Oltre ad occuparmi di rifiuti per mestiere, mi intrigano la mobilità ciclabile e quella elettrica. E di conseguenza il viaggiare, da cui sto diventando sempre più dipendente

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